Anguilla

L’anguilla europea (Anguilla anguilla), rientra ancor oggi a pieno titolo tra quelle specie di  pesce che maggiormente suscitano il fascino di studiosi e scienziati.

Il suo ciclo vitale, infatti, legato contemporaneamente alle acque dolci europee ed ai lontani abissi oceanici del Mar dei Sargassi, rappresenta un esempio stupefacente, ed al contempo sconvolgente, di come la natura possa manifestarsi in tutta la sua maestosa perfezione.

L’ anguilla è diffusa in tutte le acque dolci collegate con l’Oceano Atlantico ed il Mar Mediterraneo. In Italia possiamo trovarla nelle acque di tutte le regioni con concentrazione decrescente con l’aumento della distanza dal mare.

Nelle acque dolci, l’ anguilla predilige le acque calde di pianura con corrente a lento scorrimento o assente, eleggendo come habitat le zone ricche di anfratti e nascondigli in cui si rifugia per cacciare e proteggersi dai predatori.

Ha una dieta molto ampia. E’ una predatrice abile e vorace e si nutre principalmente di insetti, piccoli crostacei, anfibi, vermi e piccoli pesci, non sdegnando talvolta anche elementi vegetali.

Il ciclo vitale dell’anguilla è unico e straordinario. Essa popola fiumi, laghi e stagni europei solo allo stadio di novellame. Raggiunta la maturità sessuale (da 6 a 12 anni per i maschi e da 9 a 18 anni per le femmine), l’anguilla ritorna infatti all’unico luogo di nascita, ovvero il Mar dei Sargassi, situato nell’Oceano Atlantico, al largo della Florida (USA). Per ragioni ancora oscure agli studiosi, questo pesce si riproduce solo in questo luogo ove si reca per riprodursi un’unica volta nella vita senza fare ritorno.

Giunto il momento della riproduzione, l’istinto che spinge il pesce a compiere la migrazione è tanto forte che, anche se si trova rinchiusa da acque lacustri, esce dall’acqua strisciando come un serpente fino ad un corso d’acqua da seguire per giungere al mare.

Giunta al mare, l’ anguilla smette di nutrirsi ed il suo apparato digerente degenera e perde la sua funzionalità. Le energie accumulate durante la vita in acqua dolce sono l’unica riserva con cui questo pesce affronta l’ultimo viaggio della sua vita. Durante il viaggio in mare subisce anche alcune variazioni fisiche come l’ingrossamento degli occhi ed il cambio di colore da giallo/verdone a grigio/verde scuro.

Compiuto questo affascinante e misterioso viaggio fino al Mar dei Sargassi, le anguille depongono le proprie uova e muoiono.

Le giovani anguille che nascono dalla schiusa hanno una forma fogliforme e prendono il nome di leptocefali. Restano in queste acque marine da uno a due anni, poi, trasportate dalle calde acque della Corrente del Golfo, partono per il loro viaggio di andata verso le coste europee. Qui giungono dopo un viaggio di quasi un anno allo stadio di cieche (piccole anguille trasparenti da 6 a 12 cm). Inizialmente, rimangono negli estuari dei fiumi in cui si nutrono di plancton per poi colonizzare progressivamente fiumi, laghi e stagni di pianura. In questi luoghi assumono la tipica colorazione giallo/verdone e crescono fino a raggiungere la maturità sessuale.

L’ anguilla non si riproduce in cattività. Nonostante i tentativi degli allevatori, il Mar dei Sargassi resta l’unico luogo in cui questo pesce si riproduce. La tecnica di allevamento consiste quindi nel catturare delle cieche presso gli estuari dei grandi fiumi europei per poi farle crescere in stagni o vasche.

La specie tende alla rarefazione ed è classificata come gravemente minacciata nella lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ed è oggetto, dal 2007, di un piano europeo di ricostituzione (una quota importante delle catture di cieche (60 % a partire dal 2013) è destinata a programmi di ripopolamento dell’ecosistema selvaggio).

Come pescarla

Si può pescare l’ anguilla a fondo o a galleggiante con l’esca radente il fondo. L’esca più indicata è il lombrico.

La pesca all’ anguilla richiede un’attrezzatura medio-leggera, con fili di un diametro compreso tra gli 0,20 mm e gli 0,25 mm ed ami di misura n. 6-8.

Appena abboccato, l’ anguilla tende a nascondersi in tana. Se ci riesce, sarà quasi impossibile riuscire a farla uscire e saremo quasi sicuramente costretti a rinunciare alla nostra cattura. La ferrata non dovrà quindi essere troppo tardiva in modo da non lasciarle il tempo di intanarsi.

Le ore più indicate per pescare l’anguilla sono quelle notturne. Tuttavia,  se peschiamo in fiume od in foce e le acque sono torbide per una recente pioggia o per il mare mosso, potremo trovarla in grande attività anche durante il giorno.

Le esche

L’anguilla è un pesce carnivoro e mangia un pò di tutto con grande voracità. Possiamo quindi pescarla con una grande varietà di esche di tipo animale. Si possono utilizzare piccoli pesci morti o tranci di pesce avvolti con filo elastico e tutti i tipi di insetto che si possono innescare. Le esche più usate sono il lombrico o il bigattino. L’innesco è generoso e si possono usare più vermi lasciati liberi di muoversi. L’anguilla tende ad ingoiare rapidamente, quindi è consigliabile utilizzare ami non più piccoli del n. 6 e terminali di diametro non inferiore allo 0,18 mm.