La pesca a spinning nei porti

Lo spinning in mare ha visto un grande aumento di appassionati degli ultimi anni. Questa tecnica di pesca può infatti regalarci grandi emozioni e catture da sogno. In questo breve articolo, si tratterà della pesca a spinning nei porti.

L’attrezzatura

Lo spinning in mare richiede poca attrezzatura. E’ sufficiente una canna da spinning di una lunghezza compresa tra i 2,10 metri e 2,70, un mulinello di dimensione 3000 o 4000, un filo trecciato da imbobinare nel mulinello, uno spezzone di fluorocarbon di circa 70 cm, un moschettone e una manciata di artificiali.

Per andare a pescare non occorre procurarsi l’esca fresca, perché le nostre esche saranno sempre pronte all’uso nella scatoletta degli artificiali. La nostra attrezzatura può essere tenuta in macchina in un piccolo spazio, sempre pronta all’uso per sessioni anche di poche decine di minuti tra una commissione e l’altra o, per i più fortunati, la mattina presto prima di andare al lavoro o la sera prima di rincasare.

Le sessioni di pesca, infatti, sono generalmente brevi e concentrate nelle ore migliori della giornata.

I luoghi

Ricordiamoci che lo spinning nei porti non è purtroppo consentito dalla normativa vigente, anche se recentemente qualcosa pare si stia muovendo per individuare delle aree portuali in cui è consentita la pesca. Pescare all’interno dei porti significa quindi rischiare di essere sanzionati.

Tuttavia, ci sono dei porti in cui lo spinning, se praticato lontano dalle barche e in zone libere da ormeggi (generalmente presso i canali di uscita) è tollerato dalle autorità e i pescatori non vengono sanzionati. Occorre quindi chiedere informazioni sul posto per capire se si corrono dei rischi e in quali aree del porto c’è tolleranza.

Un tipico hot spot per lo spinning nei porti
I momenti migliori per la pesca a spinning nei porti

Stiamo parlando di spinning in ambienti portuali tendenzialmente chiusi dove il pesce è stanziale, quindi le condizioni del mare sono meno influenti, anche se i momenti di mare in scaduta possono essere comunque più favorevoli, soprattutto pescando all’ingresso dei porti dove arriva la corrente.

I momenti migliori per la pesca a spinning sono, in generale, i cambi di luce. In questi orari, infatti, i predatori si mobilitano sfruttando lo svantaggio delle prede che, con la luce ridotta, hanno minore capacità visiva e sono più vulnerabili agli attacchi.

La nostra azione di pesca dovrà quindi concentrarsi all’alba e al tramonto. La mattina, dovremmo iniziare a lanciare circa un’ora prima delle prime luci fino a quando il sole non inizia ad illuminare il mare con i primi raggi, mentre, la sera, possiamo iniziare all’imbrunire fino al buio.

Piccoli accorgimenti

E’ sempre importante osservare il pesce presente in porto. Se c’è pesce foraggio come sugarelli o aguglie, possiamo contare sulla presenza di predatori in attività in qualunque ora della giornata. In questi casi sono possibili catture di predatori da sogno che dal mare aperto di introducono in area portuale seguendo i branchi di pesce foraggio.

Se vogliamo praticare lo spinning alla ricerca della spigola, facciamo attenzione al vento. La spigola, infatti tende ad attivarsi quando il vento increspa la superficie dell’acqua.

Facciamo caso anche alle luci, come faretti dei moli o altro, puntati in acqua. Le fonti luminose attirano sempre la minutaglia e la spigola è quasi sempre lì in agguato sul confine buio del cono di luce.

Un pesce serra catturato in porto con la tecnica a spinning e un popper come esca
Le esche per lo spinning nei porti

Per praticare lo spinning nei porti possiamo scegliere tra una vasta gamma di artificiali, a seconda della tecnica e delle prede che si vogliono insidiare.

Le hard baits

Le esche più utilizzate per la pesca a spinning nei porti sono sicuramente i long jerk, indicati per insidiare un po’ tutti i predatori che frequentano le zone portuali. Per il barracuda, il recupero più efficace è quello lento con ripetuti stop and go.

Se vogliamo dedicarci in particolare alla spigola, saranno da preferire minnow di misura più contenuta come ad esempio i 9 cm.

Si è rivelato molto efficace anche l’utilizzo di esche di superficie come i popper e i WTD (walking the dog). I primi vanno recuperati a strappi in modo che la parte concava della testa crei schizzi e rumore sulla superficie dell’acqua, i secondi a zig-zag, imprimendo delle jerkate laterali con canna bassa.

I metal jig sono invece indicati per la pesca a occhiate, leccia stella, sugarelli, palamite e barracuda, a seconda delle dimensioni utilizzate. Si parte da jig di pochi grammi di peso, fino ad arrivare a superare i trenta grammi per i lanci più lunghi e le prede più importanti.

Le esche siliconiche

Non da ultime, le esche siliconiche sono formidabili per la pesca a spinning nei porti, capaci di adattarsi ad ogni situazione e non possono mai mancare nella nostra assetta degli artificiali. Ne esistono di moltissimi tipi con le più svariate forme. Il più classico ed intramontabile è il jig con coda a falcetto, ma sono molto efficaci anche le imitazioni di piccoli pesci, di anguilline, di vermi di sabbia, ecc.

Le esche siliconiche si montano generalmente su ami rapportati alle loro dimensioni, con una adeguata piombatura. Talvolta, per la pesca alla spigola, si possono anche usare inneschi spiombati.

Le esche siliconiche hanno molti pregi. Uno di questi è senza dubbio la versatilità. Con un’esca in gomma montata su una testina piombata, possiamo infatti sondare ogni profondità, dalla superficie dell’acqua fino agli anfratti del fondale, semplicemente variando tipo di recupero. Inoltre possiamo contare su una vastissima varietà di esche sul mercato e sul loro basso costo.

In ambito portuale, le esche siliconiche possono rivelarsi un’arma vincente, soprattutto per sugarelli e spigole. Tuttavia, aumentando le dimensioni dell’esca, si possono anche catturare grandi predatori come barracuda e pesci serra.

Alcune delle principali esche per la pesca a spinning nei porti
La colorazione degli artificiali

Sulle colorazioni degli artificiali si possono leggere moltissime teorie, tutte probabilmente giuste o sbagliate.

Di certo nella scelta della colorazione influiscono molto le condizioni di mare o di luce.

I colori che di solito risultano più catturanti nella pesca a spinning sono i più sgargianti, come il giallo, l’arancio, il rosa o il bianco, nelle ore di buio o con acqua torbida.

Diversamente, nelle ore di luce e con acqua pulita, risultano più catturanti i colori naturali simili alla livrea del pesce predato dal pesce che vogliamo insidiare.

Una colorazione molto efficace per la pesca alla spigola ma che dà ottimi risultati anche per le altre specie, è l’intramontabile minnow bianco con la testa rossa.

Una bellissima spigola catturata da un amico con un long jerk

Anche praticando la pesca a spinnig, capita di fare catture di piccola taglia. E’ bene quindi conoscere e rispettare le misure minime dei pesci.

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